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martedì 1 aprile 2025

Sri Lanka

Un'India in miniatura, a forma di pera, meno visitata per gli anni di instabilità politica e il clima non uniforme.
Colombo, è la capitale, alcuni la saltano direttamente e alloggiano sul mare a Negombo, più vicino all'aeroporto, ma un'occhiata all'area coloniale si può dare.
A nord di Colombo ci sono le antiche capitali con i templi di Anuradhapura, Polonnaruwa, Dambulla e Sigiriya.
Più a sud, Kandy è la città più interessante e visitata del paese. Da qui la ferrovia permette di visitare la strada del te, dall'adam's peak (raggiungibile con una deviazione e un lungo trekking) a Nuwara Eliya, Haputale, Wellawaya, Ella e Badulla.
La costa sud possiede le spiagge migliori dello Sri Lanka (e non solo). Raggiungibili con la ferrovia da Colombo a Matara, le più vicine a Colombo sono Baruwala e Bentot, con le località adiacenti, più a sud Hikkaduwa è la più famosa, Galle è una interessante città coloniale olandese, Unawatuna e Mirissa sono tra le più belle e Tangalla la più remota.
La parte nord-est con un clima differente e una stagione secca da maggio a settembre, è meno visitata ma ripaga gli avventurosi con le spiagge nella zona di Trincomalee e Jaffna e le sue isole.

martedì 13 dicembre 2022

Capo Verde

 Le isole del Capo Verde sono tra gli stati più progrediti e sicuri dell'Africa, e possiedono cittadine coloniali e spiagge bellissime.
Essendo però isole, 10 di cui 9 abitate, anche piuttosto distanziate, sono abbastanza difficili da girare,  il cosiddetto island hopping, a meno che non ci si accontenti di restare nell'isola dove si è arrivati, tipicamente Sal o Santiago. I traghetti non sono affidabili, per orari imprevedibili, condizioni dei mezzi e del mare.
Restano quindi gli etr a elica della tacv, con voli sempre sotto l'ora e con prezzi da 50 a 100 euro. L'airpass della tacv consente di avere uno sconto ma è riservato a chi arriva in Capo Verde con loro.
Le  cose migliori da vedere sono un po’ sparpagliate tra le varie isole. A Santiago, la più grande, ci sono la capitale Praia e Cidade Velha, e il resto dell’isola è piacevolmente non turistica. A São Vicente c’è la capitale musicale, la pittoresca Mindelo e bisogna passarci per andare (solo in traghetto) a Santo Antão, considerata la più bella delle isole. A Fogo c’è un vulcano attivo che si può scalare. Sal, Boavista e Maio sono rinomate per le spiagge. Brava e São Nicolao sono le meno visitate dell’arcipelago.


venerdì 9 dicembre 2022

Un itinerario in Ghana

 Il Ghana è uno dei paesi più stabili politicamente e con la popolazione più amichevole dell'Africa e per questo è stata anche definita Africa per principianti. Certo è sempre un luogo che  richiede spirito di adattamento (oltre al visto e al vaccino contro la febbre gialla), ma ripaga con emozioni indimenticabili.
Un itinerario da due settimane o anche meno comprimendo i tempi, comprende Accra, non imprescindibile come gran parte delle capitali africane, ma da cui bisogna necessariamente passare. Si può vedere il quartiere di Jamestown, le piazze nazionali e qualche posto sul mare. La parte costiera del paese ha i trasporti più comodi. La parte a ovest su percorre  in 3 o 4 ore, con molti posti dove fermarsi: Cape Coast,  Elmina e Busua e Akwidaa per le spiagge. A est si può andare nella poco visitata  regione del Volta, interessante per motivi naturalistici.
L’entroterra, a maggioranza musulmana man mano che si procede verso nord, richiede fatica per la lunghezza degli spostamenti e il caldo.
A circa 6 ore di pullman si trova  Kumasi con il grande mercato Kejetia, uno dei più grandi del continente.
Tamale, base per il Male National Park (con i safari, si dice, più economici di tutta l’Africa) e la moschea di fango di Larabanda (sullo stile di quelle ora off-limits del Mali) dista 12 ore di viaggio in pullman o oppure aereo.
Ancora più a nord c’è Bolgatanga, quasi al confine con il Burkina Faso.

sabato 21 maggio 2022

Kosovo

 Stato non riconosciuto universamente, con origini controverse e dolorose, è una destinazione tutto sommato abbastanza interessante e originale.
L'aereo è l'opzione di viaggio che permette di raggiungerlo in tempi accettabili. In alcuni giorni si può trovare il volo diretto dall'Italia (nel 2022 Wizz Air il giovedì e la domenica di sera). Ciò sembra anche suggerire la durata minima, tre notti, una a Pristina, una a Prizren, una a Giakova.
La capitale Pristina è un punto di passaggio obbligato. E' una città moderna con testimonianze del periodo dell'indipendenza (il monumento-scritta newborn, che cambia aspetto ogni anno o la curiosa statua di Clinton), di quello yugoslavo (la biblioteca nazionale è considerata da alcuni uno degli edifici più brutti del mondo, cosa che la rende da vedere) e ottomano.
In giro per il paese due tappe consigliabili sono le città di Prizren e Giakova, due antiche città con molte  moschee e case tradizionali ottomane. A Gjakova c'è anche un bazar discretamente conservato; per il panorama salire su çabrati hill. A Prizren bella l'atmosfera in piazza Shadervan; per il panorama salire alle rovine del castello.
Nel paese si trovano anche i monasteri ortodossi servi, patrimonio Unesco di Gračanica, Peja (o Pec, in serbo) e Decani, che devono essere visitati con controllo passaporti, come day trip. Peja,  a sua volta interessante, è a 50 minuti di autobus da Gjakova, Gračanica è a 10 km da Pristina (autobus o taxi), Decani è  15 minuti prima di Peja.
Il viaggio in autobus da Pristina a Gjakova dura 1,5 ore, da Gjakova a Prizren 1 ora,da Pristina a Prizren qualcosa meno di due ore.
Wikivoyage può sopperire alla mancanza di documentazione cartacea.

 

venerdì 5 febbraio 2021

Saint Lucia

 Saint Lucia ha tutto quello che ci si può aspettare da un'isola caraibica e in più non è (troppo) famosa. Lunga 45 km e larga 25 (ma per morfologia e strade i tempi di percorrenza sono più lunghi di quello che ci si aspetterebbe), con la costa ovest perfetta per mare e snorkeling, mentre quella est, affacciata sull'oceano, è bella ma non troppo adatta alla balneazione.
Il periodo migliore per visitarla va da metà dicembre a metà aprile.
Molti restano solo in un posto, magari un resort di lusso nella parte nord. È bello anche così, ma chi si gira l'isola non se ne pentirà. Ci vuole un ora e mezza circa in auto per andare dal sud al nord, molto di più con gli one dollar bus, autobus pubblici, colorati e con musica ad alto volume, ma il divertimento è assicurato.
L'aeroporto internazionale si trova alla punta sud dell'isola, vicino al villaggio di Vieux Fort e a Sandy Beach.
Tutti i villaggi della parte sud, come Laborie, Micoud o Chosieul  hanno una bella atmosfera e spiagge nelle vicinanze.
Il posto più conveniente dove alloggiare nella parte sud è però Soufriere  Da qui si può accedere a Diamond Falls, Botanical Gardens, New Jerusalem Mineral Baths, Sulphur Springs e  naturalmente the Pitons: dei due, il  più agevole da scalare è il Gran Piton, necessari biglietto di ingresso e guida. Come spiagge, Jalousie, Anse Mamin e Anse Chastanet.
Castries è la capitale e si trova al centro dell’isola sulla costa ovest. Ci si può trovare un po’ di atmosfera cittadina, possibilità di shopping (mercato del sabato, vendors arcade), una curiosa cattedrale. C’è il problema della navi da crociera che scaricano orde di persone per le strade.
Il nord è molto più sviluppato turisticamente. Ci sono posti molto popolari come Rodney Bay, che ha un centro molto animato e una grandissima spiaggia, Reduit.
Oppure Gros Islet, dove c’è uno dei friday night party più frequentato dell’isola con vicino i panorami, il vecchio forte e le spiagge di Pigeon Island.

I posti più rinomati per lo snorkeling sono Smuggler’s cove, Jalousie beach, Anse Chastanet e Anse Cochon.
Per sfuggire dalla folla ci si può orientare sulle spiagge del nord-est: Cas En Bas, Anse La Voutte, Grand Anse.

martedì 26 gennaio 2021

Un itinerario in Caucaso

Tre paesi, visitabili uno alla volta, o più ambiziosamente tutti e tre. Servono minimo tre settimane e, fino alla guerra del 2020, l’ordine temporale era tassativamente Azerbaijan, Georgia e Armenia, causa strascichi della guerra del nagorno-karabakh. Non è chiaro come sarà la situazione post guerra e post covid-19. 


Baku  è un meraviglioso mix di antico e nuovo.

Nella parte vecchia medievale cinta da mura, sorgono il Palazzo degli Shirvanshah, un vasto complesso reale, e l'iconica torre in pietra della Vergine. Tra i luoghi di interesse contemporanei spiccano il Centro Heydar Aliyev, progettato da Zaha Hadid, e le Flame Towers, 3 grattacieli a punta ricoperti di schermi a LED.

Baku si affaccia sul mar Caspio, uno dei mari o laghi più mitici (e inquinati) del mondo. Per gli avventurosi, ci sono spiagge a 20-30 minuti dal centro città: a sud Shikhov e Crescent, sul lato nord della penisola di Absheron, Bilgah e Amburan, nel lato sud della penisola, Emin.

Nella penisola di Absheron si organizzano day trip per vedere il fuoco perenne di Yanar Dag, tempio del fuoco di Ateshgah, le fortezze di Mardakan e Ramana, in ordine crescente di interesse, nonché il museo etnografico di Qala.

Il Qobustan è un day trip piuttosto facile, si trova a un'ora e mezza da Baku e si possono vedere i petroglifi e i vulcani di fango, anche se il trasporto non autonomo potrebbe limitare il tempo e i posti visitabili (per i vulcani è necessaria, a detta degli autisti, una corsa da 15 minuti in Lada 4x4).

Sheki (o altri 4-5 modi di scriverne il nome) è una città antica tra le montagne, i monumenti islamici più importanti sono il caravanserraglio e il palazzo dei Khan (Khanserai). Avendo tempo ci sono cammini e luoghi interessanti nei dintorni, come il museo-labirinto di Fadil. Da Baku contare almeno 6 ore di taxi, marshrutka o bus. Il treno è solo notturno.

L'Azerbaijan del nord ha montagne e villaggi molto pittoreschi. Si può raggiungere Quba, che un centro storico con moschee e un quartiere ebraico, in circa tre ore e poi puntare al villaggio di montagna di Xinaliq, un posto abbastanza in capo al mondo. Bisogna poi necessariamente ripassare per Baku.

Partendo verso ovest la prima tappa interessante è Lahic, un villaggio tradizionale anche se un po' turistico. Per raggiungerlo bisogna passare per Ismaili. Vicino, a Ivanovka, c'è l'unico kholkoz di epoca sovietica ancora attivo.

Da Sheki bisogna scegliere l'itinerario verso Tbilisi. Il più veloce è quello che passa per Ganja, seconda città del paese, di moderato interesse. Più lungo è quello che passa per Zaqatala, cittadina tradizionale di montagna, e, passati in Georgia, permette di visitare  la zona vinicola del Kakheti con il suo capoluogo Sighnaghi e il monastero di Davit Gareja.


Tbilisi è una città molto piacevole in cui passare qualche giorno, con un centro storico molto pittoresco anche se un po' cadente, il viale Rustaveli, la fortezza di Narikala  e i bagni Abanotubani e Orbeliani, architetture contemporanee come il ponte della pace e il teatro e il centro espositivo di Rize Park e un'atmosfera cosmopolita. A pochi chilometri c'è Mtskheta, antica capitale e patrimonio dell'Unesco.

Dopo qualche giorno a Tbilisi, le possibilità sono molte. In montagna, nella catena del Caucaso, si deve scegliere tra la zona di Kazbegi e quella di Mestia e Ushguli (Svaneti), più pittoresca con i villaggi fatti di alte torri. 

Questa parte è più difficile da raggiungere da Tbilisi. Una possibilità è di prendere un treno notturno da Tbilisi a Zugdidi e poi prendere un marshrutka.

Uplistsikhe (monastero rupestre) e Gori (città natale di Stalin) sono spesso visitate insieme sulla strada per Kazbegi.

 Kutaisi, la seconda città del paese, è interessante. Batumi sul mar Nero è una località balneare con un bel lungomare e architettura eclettica. Andando verso l'Azerbaijan c'è la zona vinicola del Kakheti con il suo capoluogo Sighnaghi e il monastero di Davit Gareja.

Il piatto nazionale è il Khachapuri, una sorta di focaccia ripiena di formaggio con spesso un rosso d'uovo come decorazione. Poi i  khinkali, ravioli ripieni e l'ochakhuri, uno stufato di carne e patate servito con insalata, mtsvadi, la versione georgiana dello shashlik e il suluguni un formaggio anche da friggere.

 

Se si è arrivati fino a Batumi, la strada per l'Armenia non è breve e potrebbe essere conveniente spezzare il viaggio in una tra le tranquille Akhaltsikhe, Borjomi o Vardzia. 

Dopo l'entrata in Armenia si arriva nella seconda città del paese, Gyumri, che su Google maps si chiama inspiegabilmente Guayaquil. Ricostruita dopo il terremoto del 1988, è comunque un posto tranquillo per spezzare il viaggio e vedere la vita degli armeni. Da Gyumri, Yerevan dista circa tre ore di marshrutka.


Yerevan, la capitale dell'Armenia, è meno interessante delle altre due capitali, ma ha un'atmosfera rilassata e una architettura interessante, con palazzi del primo Novecento, architettura sovietica e rinascita postmoderna. Inoltre può servire da base per la maggior parte delle attrazioni del paese. Le due più famose a portata di mano sono  il monastero di Khor Virap (il monte Ararat incombe pittorescamente) e la cattedrale di Echmiadzin. 

I monasteri di Haghpat e Sanahin, con base a Vanadzor, sono sulla strada per la Georgia. Il lago Sevan è un lago di montagna molto apprezzato dagli armeni anche per balneazione. È circondato da monasteri, tra cui il più interessante è quello di Sevanavank. Vicino c'è Dilijian, al centro di una zona montuosa, ribattezzata un po' generosamente come "la Svizzera dell'Armenia".

A sud, un po’ troppo fuori mano per un’andata e ritorno in giornata, la città di Goris e il monastero di Tatev. Fino al 2020 era anche la strada per visitare il Karabakh.

 

Per tutta l’area caucasica, un sito prolisso ma documentato.

martedì 15 dicembre 2020

Un itinerario in Canada

 E’ il secondo paese più grande al mondo e ci vorrebbero mesi, se non anni, per girarlo tutto. In mancanza di tanto tempo, occorre fare una selezione piuttosto drastica. Quasi nessuno rinuncia all’itinerario tra Toronto e Quebec City. Dalla cosmopolita Toronto, da cui si può andare in giornata al versante canadese delle cascate del Niagara, si passa alla capitale Ottawa, alla piccola Richmond, alla francese Montreal, alla pittoresca Quebec city. Un itinerario molto cittadino, di un paio di settimane, che bisognerebbe integrare con la straordinaria natura a disposizione nel paese, spostandosi via aereo. Un’altra zona molto frequentata è quella delle Montagne Rocciose: si parte generalmente da Calgary per raggiungere Bannt, Lake Louise e, per l’Icefields Highway, il parco Nazionale di Jasper. Qualcuno prosegue per Vancouver, e il versante pacifico, che comprende la Vancouver Island da Victoria a Port Hardy, da cui si può prendere il traghetto che percorre l’Inside Passage e in quindici ore di navigazione, in estate tutte di luce, raggiunge Prince Rupert. Da qui ci si può ricongiungere a Jasper per chiudere un itinerario di due strenue settimane.

 Altrettanto interessante, e rinomato per il pesce, è il versante atlantico, con una decina di giorni tra Halifax e dintorni, Pictou, Prince Edward Island, Cape Breton, Bay of Fundy.

Altri posti eccezionali si trovano nel profondo nord, dove però bisogna dotarsi di riserve maggiori di tempo, fatica e denaro. 


lunedì 30 novembre 2020

Un weekend in Liechtenstein

 Se avete mai fatto quel giochino di elencare i paesi d'Europa o del mondo in cui non siete mai stati, è statisticamente probabile che venga fuori il Liechtenstein.

Per colmare questa lacuna potrebbe bastare anche un weekend pieno da venerdì sera a domenica sera, a condizione di avere aspettative non molto alte e budget invece abbastanza alto.

Per arrivare, in auto dipende da dove si parte: si può arrivare da Brennero/Innsbruck o Chiasso/Bellinzona/ Chur. In aereo gli aeroporti più vicini sono San Gallo (pochi aerei) e Zurigo. In treno, conviene arrivare a Buchs o Sargans in Svizzera o Feldkirch in Austria e da lì prendere un autobus.


Per dormire, è complicato pagare meno di 100 euro la doppia a notte, specie se si vuole dormire a Vaduz.

C’è un ostello a Schaan ma non è aperto tutto l’anno e la prenotazione è complicata. Per risparmiare davvero bisognerebbe dormire a Feldkirch, cittadina tra l'altro molto interessante, ma al di là del confine, in Austria.


Da vedere

Il Liechtenstein è formato da una parte pianeggiante a ovest, la valle del Reno, che costituisce il confine con la Svizzera e una parte montuosa a est, al confine con l'Austria. Tutto il paese si può attraversare in mezz'ora in auto o in una giornata in bici. Con i mezzi pubblici, i treni sono rari ma gli autobus nazionali liemobil sono come un orologio (svizzero). La linea 11 attraversa tutto il Liechtenstein da Feldkirch in Austria a Sargans in Svizzera. L'app Fairtiq permette di pagare online, ma occhio a selezionare la tariffa giusta.

Vaduz, la capitale, è considerata da alcuni una cittadina non molto interessante, un miscuglio di palazzi moderni non molto attraenti. In realtà la via pedonale è piacevole, la casa rossa risale al sedicesimo secolo e si può salire al castello, solo l'esterno perché casa dei principi, e dare un'occhiata al parlamento, il palazzo del governo e il municipio.

Interessante è il ponte di legno del 1901 sul Reno con vista sulle montagne.

Per camminare in montagna ci sono l'Eschnerberg Trail tra Schellenberg e Bendern e il princes' way (Fürstensteig). Altri cammini sono elencati qui

Balzers è la cittadina più interessante, con il castello Gutenberg e varie chiese e case antiche.

Se avanza tempo Malbun, è una apprezzata località di montagna, sulla strada per Malbun ci sono anche Steg e Triesenberg con belle chiese e Schellemberg ha varie (modeste) attrazioni. 

Uno sconfinamento in Svizzera di pochi chilometri porta alla bellissima località di Werdenberg, con lago, castello e quartiere medievale spettacolari. Werdenberg è attaccata a Buchs, che si raggiunge con l'autobus 12 da Vaduz, o anche a piedi per chi ama camminare: dalla stazione di Buchs aggiungere un altro paio di chilometri di Buchs moderna.


venerdì 23 febbraio 2018

Un itinerario nella east coast

Un viaggio nella east coast degli Stati Uniti non è il primo viaggio on the road in quel paese che viene in mente, ma ha il suo perché, passando per la parte più storica e per alcune delle città più importanti del paese.
Il mezzo di trasporto è molto difficile da scegliere. L'automobile permette naturalmente la massima flessibilità, ma nelle grandi città il traffico e il parcheggio sono molti problematici. Tra le grandi città è facile spostarsi con i treni Amtrak (comodi e cari), più economico e lento con gli autobus o i treni locali. I costi sono piuttosto alti, ai massimi anche per le medie Usa. Un viaggio mediamente confortevole può richiedere anche 200 euro al giorno, contando che difficilmente gli alberghi nelle città costano meno di 120 dollari (40 per i posti letto in ostello) e anche ristoranti, trasporti e attrazioni sono piuttosto cari.
Iniziando l'itinerario da nord il punto di partenza (e di arrivo dall'Italia) più logico è senz'altro Boston, la città più "europea" degli Stati Uniti. Qui bisognerebbe restare almeno due giorni per vedere i molti edifici storici, iniziando dal Freedom Trail, una usanza molto pragmatica e americana: un itinerario di quattro chilometri segnalato da placche e una striscia rossa sul terreno che collega diciassette luoghi notevoli della città. Da Boston sono consigliabili molte escursioni. Salem e Cambridge, sono praticamente in città, raggiungibili con la metropolitana. Molto interessanti sull'Oceano Atlantico sono il promontorio di Cape Cod e Newport nel Rhode Island (raggiungibili in un paio d'ore di viaggio). Avendo tempo tutto il New England è pieno di luoghi di interesse,  dalle scogliere del Maine al Vermont con i famosi colori autunnali. Da mangiare, assaggiare il lobster roll, più tipico del Maine ma diffuso in tutta la regione.
New York è a 4-5 ore di autobus, treno o auto da Boston. Per New York è difficilissimo indicare un numero minimo di giorni, in quanto c'è davvero molto da vedere e da fare, anche secondo gli interessi di ognuno. Diciamo che chi non c'è mai stato e vuole seguire un itinerario come questo dovrebbe stare come minimo cinque giorni molto densi.
Philadelphia dista un'ora di treno da New York (o due con i più economici autobus o commuter rail via Trenton). Molti la visitano come day-trip da New York, con un giro nella Old City coloniale, la liberty bell, i parchi come il love park, il museum of art dove sono riusciti a mettere anche una statua di Rocky Balboa.
E il famoso cheesesteak, un panino con carne, cipolle e formaggio (cheez-whiz, american o provolone: gli amanti dell'esotico incuriositi dai primi due è meglio che si informino prima). A cento km. circa da Philadelphia ci sono alcune delle più grandi comunità Amish: ci si dirige di solito verso la contea di Lancaster. Gli amish però di norma non vedono di buon occhio i turisti e non amano essere fotografati, quindi il rischio è di vedere esperienze preconfezionate per i turisti.
Washington dista meno di due ore di treno da Philadelphia. In genere servono due o tre giorni per visitare la città, un vero campionario di vedute americane, dal campidoglio alla casa bianca e tutto il National Mall. Washington è anche una delle rare città senza grattacieli, per legge, una delle prime a maggioranza afro-americana e con delle comunità particolari come quella etiope e salvadoregna.
A distanza di day trip si trovano città come Baltimore, Alexandria, Richmond, la capitale confederale e Williamsburg, una città museo coloniale kitsch come solo gli americani possono essere.
Per molti l'itinerario si ferma qui, in quanto altri posti interessanti sono molto più a sud.
Le due città storiche di Charleston e Savannah sono raggiungibili in aereo o via terra in dieci/dodici ore. Ancora più a sud c'è la Florida, le sue spiagge, i parchi a tema, Miami o, per chi vuole fermarsi solo quando non c'è più terra, Key West, con un cambiamento climatico totale rispetto al resto dell'itinerario.

mercoledì 13 dicembre 2017

Campi Flegrei

Uno dei territori più misconosciuti d'Italia, oscurato dalla fama di Capri, Ischia e Procida, Napoli, Pompei, Sorrento e costiera amalfitana, nei Campi Flegrei difficilmente sarete schiacciati dalla folla.
Zona vulcanica ancora in parte attiva, ha colpito gli antichi , che ci avevano localizzato la Sibilla Cumana e l'entrata dell'inferno. Si possono trovare crateri semi-attivi, crateri spenti diventati laghi, promontori rocciosi, lagune, meraviglie archeologiche e porticcioli di pescatori.
Per risparmiare sull'alloggio si può fare base qualche chilometro più a nord, a Licola o Varcaturo, e approfittare delle offerte. Altrimenti si trovano alberghi in tutta la zona.
Per le visite, tenere presente che esiste un biglietto cumulativo valido 2 giorni e che costa 4 euro per l'entrata a Castello Aragonese di Baia (Museo Archeologico dei Campi Flegrei), Parco Archeologico di Baia, Anfiteatro Flavio e Serapeo a Pozzuoli, Parco Archeologico di Cuma.
Ecco una mappa della zona.

Partendo da nord, per chi vuole proprio visitare tutto, sul lago Patria c'è l'antica città di Liternum.
Più a sud c'è Cuma, uno dei capisaldi dell'itinerario. E' formata da una parte alta, sulla collina dell'acropoli, con due templi, di Giove e di Venere, l'antro della Sibilla, in realtà una lunga galleria che termina in 3 sale, e una vista bellissima; nella parte bassa ci sono il foro, l'anfiteatro, 3 templi e l'arco Felice, grande opera stradale romana. Purtroppo è attualmente impossibile vedere la grotta di Cocceio e anche la grotta della Sibilla. Il sito non dà l'impressione di essere tenuto in maniera impeccabile, ma il biglietto è di soli 4 euro e comprende l'ingresso a vari siti della zona e comunque la vista non delude.
Nel territorio di Cuma, precisamente sul lago Fusaro, si trova il bel casino Vanvitelliano, luogo di delizie dei Borboni.
Continuando a seguire la costa si arriva alla spiaggia di Torregaveta, molto popolare, quindi aggirando Monte di Procida, alta sul promontorio, si arriva alla spiaggia di Miliscola e a Capo Miseno, con il promontorio e il faro. Quindi Bacoli, grosso sobborgo intorno al lago Miseno, dove si può visitare la Piscina Mirabilis, enorme cisterna dell'epoca romana (chiamare prima) e le Cento Camerelle.
Baia è un luogo di delizie dai tempi dei romani, ha addirittura dato il nome ai "golfi ameni". E' stata costruita a terrazzamenti di diverse altezze. Le parti più basse sono ora sommerse e costituiscono il parco archeologico sottomarino, visitabile con immersioni o barche con il fondo trasparente. La parte alta è fa invece parte del parco di Baia. Il castello aragonese, in bellissima posizione, è sede del museo archeologico, che contiene tutti i ritrovamenti della zona.
A Pozzuoli bisogna vedere almeno la solfatara (biglietto 8 euro) ma chiusa dal 2017, l'anfiteatro Flavio, il tempio di Serapide (o Macellum),  il rione Terra (l'area archeologica è visitabile con biglietto di 5 euro il sabato e la domenica), il mercato. Il cratere vulcanico di Monte Nuovo è ideale per un picnic, vicino si può dare un'occhiata ai laghi Averno e Lucrino.
Senza dimenticare che per una puntata a Napoli, la ferrovia cumana ci arriva direttamente.
Per una introduzione particolare ai luoghi interessante (e raro) è il documentario "Mirabiles, i custodi del mito".

mercoledì 25 ottobre 2017

Isole Ionie

Le isole Ionie sono le più vicine all'Italia. Sono sei oppure sette isole, a seconda se si conta anche Kithira, che però è piuttosto distante dalle altre, a sud del Peloponneso e vicina ad Elafonisos, che la oscura un po. Generalmente sono visitate una alla volta, a meno di non essere in barca. Qui parliamo invece di visitarle tutte spostandosi con un mezzo di terra (e traghetti, ovviamente). E' un viaggio che richiede almeno tre, meglio quattro, settimane, ma molto vario e interessante. L'itinerario è  Corfu - ferry - Paxos - ferry - Igoumenitsa - Parga -  Preveza - Lefkada - ferry - Itaca - ferry - Cefalonia - ferry - Zakynthos. O viceversa nell'altro senso.

Corfù è l'isola più vicina, più turistica e più interessante. Il capoluogo è di gran lunga la città più interessante di tutte isole Ionie, con architetture veneziane molto ben conservate, due forti, influenze francesi e inglesi e atmosfera cosmopolita. A 4 km a sud, subito dopo l'aeroporto c'è il grazioso monastero di Vlacherna, su un isolotto collegato da un ponte. Muovendosi sulla costa  dal capoluogo verso nord fino a Ipsos si trovano  centri molto affollati (Gouvià, Dasia). Barbati è più tranquillo.  A nord c'è una lunga serie di piccoli porticcioli con spiagge di ciottoli, il più interessante è Agios Stefanos. Dopo Roda e Acharavi, più grandi e turistici, si arriva a Sidari,  è una zona con scogli e piscine naturali, la più famosa è il canale dell'amore. La costa ovest è leggermente meno affollata, se si eccettua Paleokastritsa, che comunque è uno dei posti più belli e più famosi, e Glyfada, con un'altra grande spiaggia di sabbia. Vicino a Glyfada c'è Myrdiodissa, difficile da raggiungere perché su strada sterrata, ma molto bella. Agios Gordos, Gyaliskari e Kontogialos sono invece più tranquille. Il sud dell'isola è meno visitato, ci sono i centri molto turistici di Benitses e Kavos e alcune altre spiagge da scoprire come Cialkounas e Paramonas, fino alla punta estrema di Arkoudilas. 

Paxos è la più piccola delle isole Ionie, 11 km di strada da nord a sud, massimo due da est a ovest. E' priva di spiagge di sabbia, con meno costruzioni e con molti ulivi, per questo motivo è frequentata da diportisti e turisti con alto budget. I prezzi sono quindi leggermente superiori rispetto alle altre isole. Ci sono solo tre villaggi sull'isola, tutti e tre piacevoli: Paxos, dove arrivano i traghetti da Igoumenitsa e Corfu, con davanti un grande isolotto che gli dà l'aspetto di un fiordo, Loggos e Lakka. Piccole calette di ciottoli sono disseminate in tutta l'isola, principalmente nella parte est. A parte la spiaggetta sulla piccola isola di Mongonissi, collegata da un ponte, le spiagge di sabbia si trovano ad Antipaxos, a cui si arriva con gite di un giorno.

Lefkada è l'isola più facile da raggiungere, perché è collegata alla terraferma da un ponte. E' quindi molto affollata nei fine settimana per i greci di Ioanina e Preveza. Il capoluogo Lefkas è subito dopo il ponte, è una cittadina piccola ma molto pittoresca. La costa est è molto più turistica della costa ovest. Nidri è il centro più turistico dell'isola. Da lì per sfuggire alle folle si può andare all'isola di Meganissi. Skorpios, che apparteneva a Onassis, è stata ora venduta dagli eredi a un miliardario russo. Cambia poco, comunque, perché continua a non essere visitabile. Andando verso sud ci sono Poros, Mikros Gialos, Sivota e Vassiliki, da dove partono i traghetti per Cefalonia e Itaca. Da Vassiliki per raggiungere la costa ovest bisogna tornare verso nord per un pezzo, passando per Agios Petros e Athani. La costa ovest è molto più selvaggia e il mare è spesso agitato. Le spiagge di Gialos ed Egremni sono molto poco affollate. Più a sud c'è Porto Katsiki e il salto di Lefkada, bellissima scogliera a strapiombo con un faro. Più a nord c'è Agios Nikitas con la spiaggia di Milos. I paesi dell'entroterra sono interessanti, c'è una strada che attraversa l'isola e passa per Kalanitsi, Exanthia e Karia. 

Salto di Lefkada al tramonto
Cefalonia è raggiungibile in traghetto da Killini e Patrasso in peloponneso, da Lefkada, oppure da Itaca e Zante. Avendo a disposizione 4-5 giorni, a nord ci sono i bellissimi paesini di Assos e Fiskardo, dove è bellissimo (e difficile, per le opzioni limitate) alloggiare. Fiskardo è usato molto come porto, sia di traghetti che barche private, e ciò ha impatti sulla pulizia dell'acqua. Myrtos Beach è poco più a sud di Assos. A ovest c'è la penisola di Lixouri, con le spiagge di Petani e Xi. A est c'è la graziosa Sami, con la spiaggia di Antisamos, il lago Melisseni e la grotta di Drogarati. A sud le spiaggia di Skala e Kaminia e il monte Ainos, per chi vuole fare una pausa dal mare. Il capoluogo Argostoli è in bellissima posizione, in fondo a un fiordo, ma è stata interamente ricostruita dopo il terremoto del 1953. Più piacevole è il sobborgo di Lassi con due spiagge affollate. Per chi preferisce alloggiare in un solo posto e poi girare il resto dell'isola, Lassi è il posto ideale.

A Itaca si va da Sami col ferry o con una escursione.
Le escursioni da Cefalonia prevedono un paio di soste per bagni, un giro di un paio d'ore a Vathi e una sosta per il pranzo in una taverna, per circa 35 euro.
Se si hanno una notte o due a disposizione è molto più piacevole girare in autonomia. Itaca ha sofferto per il terremoto del 1953. Tracce di Ulisse non ce ne sono. Le spiagge non sono comodissime. Come conseguenza di tutto ciò, l'isola è piacevolmente poco turistica (o poco entusiasmante, per alcuni).
 Vathi, il capoluogo, è una piacevole cittadina veneziana in una baia molto profonda. Altri due porticcioli molto belli sono Frikes e Kioni, mentre lontani dal mare sono i villaggi di Perahori, Exogi e Lefki. Le spiagge migliori, ma sempre di ciottoli, sono quelle di Filiatro e Sarakiniko, vicino a Vathi. L'isola è molto facile da girare essendo lunga 30 km e larga al massimo 6,5 Km, ma solo mezzo kilometro nell'istmo di Aetos.

Zante è l'isola più a sud e la più vicina al Peloponneso, da cui si arriva in traghetto da Killini in un'ora e mezza. L'isola è più orientata al turismo organizzato, in particolare inglese. Il capoluogo è stato ricostruito fedelmente dopo il terremoto del 1953 (solo la fortezza veneziana ha resistito, ma la cosa più attraente è il panorama) ed è piuttosto gradevole. Molte spiagge sono raggiungibili solo dal mare, in particolare sulla costa ovest. I paesi all'interno d'altra parte sono molto suggestivi.
Le spiagge più comode sono a sud. Partendo da Chora (Zakinthos) si incontra i porticcioli di porto Zorro, con  le spiagge di Banana e Agios Nikolaos, e Porto Roma. Alla punta del promontorio Gerakas, dove depongono le uova le tartarughe caretta caretta, e poi Dafni. Laganas già nel golfo, era la spiaggia più estesa dell'isola, ma dopo un processo di "ibizazione" è diventato il posto più movimentato di Zante e forse di tutte le isole Ionie. Nel golfo c'è anche l'isola di Marathonissi, con una bella spiaggia. Molto più tranquilla è la zona di Keri, con il villaggio pittoresco in alto, il faro e le grotte. Dirigendosi verso nord da Zakinthos, si incontrano vari villaggi con spiagge, a partire da Tsilivi. A nord c'è la Agios Nikolaos, dove ci sono i traghetti per Cefalonia in stagione e le escursioni per la grotta azzurra. La famosa e fotogenica spiaggia del naufragio, a nord, è raggiungibile solo con affollatissime gite in barca (da Porto Vromi o Agios Nikolaos) o fotografabile da un view point. A nord c'è anche il villaggio di montagna più pittoresco, Volimes. La costa ovest infine è meno popolata, ma due posti che meritano un'occhiata sono il fiordo di Porto Limniosas e Kampi.

lunedì 11 settembre 2017

Il ponte sulla Drina

Chi ha amato quello straordinario romanzo che è "il ponte sulla Drina" di Ivo Andric, una storia lunga 400 anni in cui il protagonista di fatto è il ponte, con intorno come personaggi molte persone e molti popoli che convivevano più o meno pacificamente,  ha probabilmente desiderato anche di andarlo a vedere.
Anche se, dopo il traumatico crollo di un pilastro nel 1914, con cui si chiude il romanzo, il ponte ha dovuto vedere altre devastazioni, e altre stragi: la seconda guerra mondiale e  la guerra degli anni '90 del secolo scorso.

A seguito di questa guerra, Višegrad fa parte della repubblica serba di Bosnia ed un nuovo complesso chiamato Andricgrad, è stato costruito. Questo progetto, che secondo alcuni vede i serbi appropriarsi dell'eredità di Andric, ha come protagonista Emir Kusturica, il regista. Per chi come noi ha amato Kusturica almeno quanto Andric è difficile prendere posizione, specialmente senza essere andati di persona a farsi un'opinione.
Il ponte è ancora, secondo le guide turistiche, l'attrazione principale della cittadina, specialmente dopo l'inserimento dell'illuminazione dal basso. Si può poi andare alla ricerca dei luoghi raccontati nel romanzo, il sofà e la porta, l'albergo di Lotika, Mejdan e Okoliste, oppure il cinema Dolly Bell, evidentemente una delle opere patrocinate da Kusturica.
Ma raggiungere Visegrad non è semplicissimo. Arrivare da Sarajevo, la provenienza più "filologica" per chi ha letto Andric, è più complicato del previsto. Ci sono 4 autobus al giorno che partono dalla stazione autobus di Sarajevo est - Lukavica (non quella centrale), a una quindicina di km. dal centro di Sarajevo, raggiungibile con il tram, e 4 per il ritorno, l'ultimo dei quali è all'una di pomeriggio. Il viaggio dura 3 ore circa e costa circa 15 marchi.
Dall'Italia senza utilizzare l'aereo vuol dire raggiungere Split, Dubrovnik o Bar e da lì prendere un autobus via Mostar. Il tragitto in autobus da Mostar è di 6 ore circa, anche con corse notturne.
Da Belgrado ci sono vari autobus, il tragitto dura 6 ore.
E' possibile noleggiare un'auto da Sarajevo, che dista 120 km. Belgrado dista invece 280 km.
Chi spera nel treno, ricordando la parte del romanzo che racconta della costruzione e dell'avvento della ferrovia, resterà deluso: la stazione più vicina è Uzice, a 76 km.

giovedì 31 agosto 2017

Cuneo e provincia

Sicuramente non una destinazione turistica di gran richiamo, eccetto forse per l'eno-gastronomia. Eppure una puntata da queste parti può dare molte soddisfazioni.
Cuneo, architettonicamente una piccola Torino, ma più alta e più fresca, è patria dei cuneesi al rum, ideati dal caffè Arione ma prodotti in tutte le pasticcerie della città, e del prosciutto crudo di Cuneo.
Da vedere la piazza e il museo Galimberti, i portici di via Roma, il parco fluviale del Gesso e Stura, la cui confluenza dà la caratteristica forma alla città.
Per mangiare, i locali più caratteristici si trovano nel centro storico: La Chiocciola, la Trattoria Roma, il Senza Fretta, il Ristorante Quattro Ciance, l’Oca Nera.
La provincia "granda" ha molte cittadine interessanti. Alba e le Langhe meriterebbero un viaggio a sè.
Altrimenti Cherasco, Bra con Pollenzo, Savigliano, Fossano e Mondovì meritano tutte almeno una visita di qualche ora.

sabato 18 febbraio 2017

Panama

Il paese più a sud del centro america, meno esteso rispetto ad altri "giganti" dell'America Latina,
si può vedere in tre settimane. Se visitato assieme al più famoso confinante al nord, il Costarica,
una decina di giorni. Il periodo migliore è quello della stagione secca, da dicembre ad aprile. I prezzi sono più alti, specie nel periodo di Natale e carnevale.
Nella capitale, Panama City bisogna vedere il casco viejo coloniale, Panamà Viejo (il primo insediamento) e poi si fa base per vedere il canale e i forti spagnoli.
Dirigendosi verso est, sulla costa Atlantica ci sono le piccole isole di Guna Yala, la maggior parte disabitate e quasi tutte fornite di palme e sabbia bianca e l'arcipelago di San Blas, abitato dai nativi Kuna. Al confine con la Colombia c'è l'area selvaggia del Darièn (dove si riparavano le FARC colombiane, prima dell'accordo di pace).
 Verso ovest c'è la foresta della penisola di Azuero, le spiagge sul Pacifico della regione di Chiriquì e Boquete, in montagna, dove è possibile fare escursioni e salire sul vulcano Baru.  Sull'oceano atlantico è molto interessante la zona di Bocas del Toro, vicino al confine con il Costarica,con un capoluogo con case di legno e atmosfera caraibica e piccole isole da raggiungere con i taxi marinos.
Sulla costa atlantica piove circa il doppio rispetto a quella pacifica e da dicembre a  febbraio gli alisei possono rendere agitate e torbide le acque intorno a Guna Yala e Bocas del Toro.

domenica 6 novembre 2016

Birmania - Myanmar

Passati i giorni della giunta militare, la Birmania è molto più frequentata dai turisti, sempre meno però della confinante Thailandia. Le infrastrutture sono un po' indietro, alcune regioni sono pressoché inaccessibili, rendendo quasi inevitabile l'itinerario circolare che segue.
Il punto di accesso più facile è Yangon (Rangoon). Da qui, con un pullman notturno si raggiunge Bagan e i suoi templi storici. Da Bagan a Mandalay, antica capitale ma oggi la città più moderna, c'è un itinerario più lungo di quanto non sembri sulla cartina via terra o una fluviale che dura una giornata. Dopo Mandalay con pullman notturno si raggiunge la zona del lago Inle, magari con un trekking da Kalaw. Infine tornando decisamente verso sud, si può salire alla Golden Rock, con un affollato tratto finale in camion e una dura salita a piedi che fanno parte dell'epica, oppure dirigersi qualche giorno su una spiaggia, ad esempio Nagpali Beach,  prima di ritornare a Yangon.

martedì 7 giugno 2016

Corea del Nord

 La Corea del Nord è probabilmente l'ultima possibilità di vedere dal vivo il socialismo reale in una delle sue interpretazioni più estreme.
 Che si esprime drammaticamente anche nelle regole ferree per la visita: viaggio organizzato con tappe fissate dal governo, impossibilità di girare da soli e di fare qualunque gesto in autonomia se non accompagnati dalla guida, ad esempio scattare una fotografia.
I cellulari, secondo le ultime norme si possono portare, ma con l'obbligo di una scheda nord coreana. Internet praticamente non si può usare, in ogni caso bisogna stare attenti a cosa si scrive o si dice.
Tra le regole di comportamento più importanti, bisogna stare attenti a non criticare il governo, a non fotografare soggetti proibiti, a non mettere in cattiva luce la vostra guida.
Per completare il quadro, molti dei luoghi da visitare hanno un interesse "politico": fabbriche, scuole, luoghi natali o mausolei dei vari leader, musei della rivoluzione.
Ultima controindicazione: il prezzo. Per un viaggio di 12 giorni, incluso il viaggio via Pechino, si pagano da 2500 a 4000 euro, anche se cercando duramente si potrebbero trovare prezzi più convenienti. Koryo Tours è la più accreditata, quindi potrebbe avere itinerari esclusivi, ma non è la più economica.

Al netto di tutto ciò, si visita un paese unico al mondo e questo viaggio non somiglierà a nessun altro che avete fatto.

L'agenzia di viaggio a cui dovete obbligatoriamente rivolgervi  cura anche la richiesta dei visti che, eccetto per giornalisti e altre professioni delicate, è più agevole del previsto. Ricordarsi che all'uscita dal paese le foto fatte in digitale vengono controllate.
Per arrivare nel la compagnia aerea nordcoreana Air Koryo è considerata la peggiore del mondo, quindi non  resta che Air China per il viaggio da Pechino a Pyongyang. Il viaggio in treno dura 24 ore da Pechino.
I trasporti interni, treni o autobus, sono piuttosto arretrati. I ristoranti per turisti hanno menu estesi ma monotoni. I piatti tipici sono gli stessi della Corea del Sud: i più diffusi sono Kimchi, Galbi e Bulgogi. Trasporti e pasti sono comunque decisi in anticipo, di fatto per il soggiorno servono al massimo 200 euro a settimana, in pratica solo per acquisti di spuntini, bevande e souvenir.
A Pyongyang gli alberghi per turisti sono il Koryo, in centro, il Yangakkdo su un isola (ciò permette una maggiore libertà di movimenti autonomi, per lo meno lungo l'isola) e il Potonggang.

Tra i luoghi che si visitano, molti giorni in genere sono dedicati alla capitale Pyongyang, con vari musei, la metropolitana più profonda del mondo, a 100 metri di profondità che serve anche per rifugio antiaereo (i turisti possono scendere solo in alcune stazioni). Pyongyang ha un aspetto del tutto moderno, perché è stata rasa al suolo durante la guerra di Corea.
In genere si visitano anche Kaesong e la zona di confine, il parco nazionale dei monti Kumhang, i monti Miohyang,  il villaggio di Sariwon e la città portuale di Wonsan. Se si è nel paese durante le parate nazionali, la più famosa è quella di Arirang.