mercoledì 7 dicembre 2016

Uno stopover a Hong Kong

Un cambio aereo con la Cathay Pacific o un volo per il sud della Cina possono lasciare alcune ore o quasi un giorno per visitare Hong Kong, uno dei posti più strani del mondo, non più colonia inglese e non ancora una semplice città della Cina. Senza bisogno di visto, dall'aeroporto che si trova sull'isola di Lantau, si prende il treno Airport Express che ogni 10 minuti, per 100 dollari di Hong Kong porta in meno di mezz'ora a Kowloon o a Hong Kong Central. La penisola di Kowloon è separata dall'isola di Victoria dal Victoria Harbour, un braccio di mare percorso dallo Star Ferry, un economico e panoramicissimo traghetto che permette viste bellissime dal piano superiore. L'altra highlight è il Victoria Peak, sull'isola, raggiungibile tramite il Peak Tram, una funicolare molto ripida e molto affollata (rischio di file molto lunghe). Il panorama dallo Sky Terrace o dal Peak Tower è eccezionale (a meno che non sia brutto tempo, in quel caso rischiereste di non vedere nulla). Il biglietto andata e ritorno più l'entrata allo Sky Terrace costa circa 80 HK$. I tram a due piani o ding ding permettono di vedere parti della città che non si vedrebbero altrimenti: un itinerario consigliabile è da Kennedy Town a ovest a Shau Kei Wan.  Un altro punto panoramico per gli appassionati è lo Sky 100 observation desk, vicino alla stazione di Kowloon: non è a buon mercato, con 100 HK$ per l'ingresso. Old Bailey street a Victoria è una delle vecchie vie britanniche. Per un té e atmosfera britannica si può andare all'hotel Peninsula.
Per una passeggiata con vista sul porto a Kowloon dirigersi a Tsim Tsa Shui con la clock Tower e la Avenue of stars.
Alle 8 di sera parte lo spettacolo son et lumieres più grande del mondo, "Symphony of lights", 15 minuti e il panorama dello skyline di Hong Kong, da vedere dalle parti del molo dello Star Ferry.
La specialità gastronomica più famosa è il Dim Sum, da assaggiare a colazione o a pranzo: una gamma di piatti leggeri come ravioli di carne e pesce o involtini serviti con il te.
I migliori mercati sono Stanley market sull'isola di Hong Kong e il Ladies Market e il mercato notturno di Temple street a Kowloon. I new territories, alle spalle di Kowloon sono una zona più inedita, meno urbanizzata ma riservata a chi ha più tempo.

lunedì 28 novembre 2016

Un itinerario in Thailandia

La Thailandia è una delle destinazioni più amate e visitate del mondo.
Gli itinerari più semplici, oltre a Bangkok, dove è difficile non passare, comprendono una puntata al nord e una verso le spiagge del sud.

Bangkok riceve impressioni contrastanti tra i visitatori: chi consiglia di saltarla del tutto, chi dice che se non si vede la capitale non si può comprendere la Thailandia. Chi sceglie la prima strada può prendere subito un volo interno oppure raggiungere, con un bus navetta gratuito, la stazione degli autobus dell'aeroporto. Chi invece sceglie di visitare Bangkok, può farlo in 3 giorni, magari divisi tra l'inizio e la fine del viaggio. La parte più monumentale del centro storico è il quartiere di Rattanakosin. I tre templi più importanti sono il Grand Palace e Wat Phra Kaew  (ingresso 400 baht),
il Wat Pho – Buddha sdraiato   (100 Baht) e il Wat Arun o Tempio dell'alba  (100 Baht) con bel panorama al tramonto. Altro quartiere da visitare è Banglamphu, con i templi di Wat Saket e Wat Sukhat mentre Kao San Road è il quartiere dei backpackers.
Interessante è anche un giro a China Town  (Yaowarat Road, street food di notte) e vicino c'è il mercato dei fiori Pak Khlong Talat.
Dall'altra parte del fiume c'è Thonburi, pittoresco e tranquillo. Partite dal bianco Wat Prayoon e camminate lungo il fiume verso nord per vedere la chiesa coloniale portoghese di Santa Cruz, un tempio buddista cinese senza nome e infine il Wat Kalayanamitr. Dal molo poco lontano si può prendere il battello che riporta a Rattanakosin.
Per raggiungere il centro storico si può prendere lo SkyTrain per Saphan Taksin, poi prendere il Chao  Phraya Express Boat. Questo è un mezzo che permette di vedere la città dal fiume e evitare il traffico. Se si prende la corsa turistica, con bandiera azzurra, costa 40 baht la singola corsa e 150 il biglietto giornaliero. Altrimenti la corsa normale, con bandiera arancione costa 15 baht.
Nella parte moderna di Bangkok, c'è il quartiere degli alberghi e dei locali, Sukhumvit, il verde di Lumphini park, i centri commerciali di  Siam Square, Siam Paragon, MBK Center e il mercato domenicale di Chatuchak per gli appassionati di shopping. E i bar panoramici come il Moon Bar, panorama strepitoso che, assieme a un cocktail, costa 500 baht.
Mangiare meriterebbe un post a parte: dovendo assaggiare una sola cosa, consiglio il Pad Thai.
Se ne avete abbastanza di Bangkok dirigetevi al Victory Monument (stazione skytrain): ci sono i minibus che partono per destinazioni come il mercato galleggiante di Amphawa o Ayutthaya.

A nord la destinazione più ovvia è Chiang Mai, seconda città della Thailandia, ma molto più vivibile di Bangkok, dotata di un compatto centro storico in parte cinto da mura e con moltissimi templi da visitare.
Altre destinazioni, per chi ha più giorni, sono Chiang Rai, la hippy Pai e la remota Mae Hong Son.
In ciascuna di queste città è possibile effettuare dei trekking di varie durate, per raggiungere villaggi indigeni, santuari di elefanti o tigri.
A Chiang Mai molti frequentano anche corsi di cucina thailandese. Per chi è solo un utente, una specialità da provare è il khao soi.
Chiang Mai si raggiunge da Bangkok con un'ora di aereo, 8 di pullman o 12 di treno notturno.
Chi ha tempo a disposizione può arrivarci a tappe passando per le antiche città di Ayutthaya, Sukhothai e Kanphaeng Phet.

Il sud è visitato principalmente per i bellissimi posti di mare. Centinaia di chilometri di costa, nei due versanti del mare delle Andamane e del golfo del Siam, migliaia di isole e una quantità innumerevole di località più o meno toccate dal turismo. Diciamo subito che il paradiso incontaminato non esiste, o se esiste si può trovare solo per caso. Tutta la costa della Thailandia, in un certo passato, è stata un paradiso incontaminato. Scegliere dove andare è materia piuttosto personale, certo che si rischia comunque di capitare bene. Chi non si vuole muovere troppo da Bangkok può andare a Hua Hin o Ko Samet. Sul mare delle Andamane le località più famose sono Phuket, la piccola Ko Phi Phi e sulla terraferma Krabi. Nel golfo del Siam Ko Samui, Ko Phangan e Ko Tao.

domenica 6 novembre 2016

Birmania - Myanmar

Passati i giorni della giunta militare, la Birmania è molto più frequentata dai turisti, sempre meno però della confinante Thailandia. Le infrastrutture sono un po' indietro, alcune regioni sono pressoché inaccessibili, rendendo quasi inevitabile l'itinerario circolare che segue.
Il punto di accesso più facile è Yangon (Rangoon). Da qui, con un pullman notturno si raggiunge Bagan e i suoi templi storici. Da Bagan a Mandalay, antica capitale ma oggi la città più moderna, c'è un itinerario più lungo di quanto non sembri sulla cartina via terra o una fluviale che dura una giornata. Dopo Mandalay con pullman notturno si raggiunge la zona del lago Inle, magari con un trekking da Kalaw. Infine tornando decisamente verso sud, si può salire alla Golden Rock, con un affollato tratto finale in camion e una dura salita a piedi che fanno parte dell'epica, oppure dirigersi qualche giorno su una spiaggia, ad esempio Nagpali Beach,  prima di ritornare a Yangon.

mercoledì 12 ottobre 2016

Tre indirizzi segreti a Rio

Da visitare magari a olimpiadi finite.
“Galeto Sat's” (Rua Barata Ribeiro 7, Copacabana, Rio de Janeiro) è il locale dove viene servito, a detta di giurie super qualificate, il miglior galletto della città. Si mangia solo carne, ma la specialità vera sono i cuori di gallina alla griglia: una prelibatezza. Locale quasi centenario, frequentato per lo più dai carioca, chiude i battenti alle 6. Neppure i night e i localini a luce rossa fanno così tardi.
Altro locale storico di Copa è “Bip Bip”. Qui si suona samba di gran qualità, low fi. Per non disturbare i musicisti alla fine dei pezzi non si applaude, ma si scrocchiano le dita. Quando qualcuno batte le mani diventa chiaro che è straniero, in una città dove lo sono tutti e in fondo non lo è nessuno.
La fermata della metropolitana “Arcoverde” è una stazione molto particolare. Si snoda in grotte e cunicoli. Si camminava circondati dalla pietra fino a qualche giorno fa: ora hanno coperto molto con pannelli pubblicitari. Tutti di ditte coreane. A evidenziarne la somiglianza con Gotham City, un artista ha disegnato il simbolo di Batman che si può intravedere passando, guardando in alto, dall’unico pertugio da cui entra la luce naturale esterna. Se ne accorgono in pochi ma è una gran sorpresa.

martedì 11 ottobre 2016

Santorini tips


Santorini è un'isola spettacolare, praticamente metà cratere di un vulcano, ciò le dà un'atmosfera unica anche se le spiagge non sono spettacolari come in altre isole delle Cicladi. L'affollamento purtroppo è notevole, specie all'arrivo delle crociere.
Il capoluogo è Fira, alta al centro dell'isola e hub dei trasporti, è difficile non passarci. Ia(Oia) è un altro bellissimo villaggio, da cui provengono gli scorci più famosi dell'isola, ha anche una reputazione speciale per i tramonti, quindi è facile dover combattere per conquistare qualche centimetro di muretto. Il cammino tra Fira e Oia è tra i più belli di Santorini. Sia Fira che Oia sono raggiungibili dai propri porti mediante ripidissimi sentieri a scalini. Possibilità di noleggiare un asino per i bagagli e, a Fira, prendere la funicolare, file e prezzi permettendo. Ammoudi bay, dieci minuti a piedi dal porto di Oia è il punto più bello dove fare il bagno, ma non c'è spiaggia.
Chiesa di Fira e in lontananza Oia
I centri minori lontani dal mare (Pyrgos, Emporio, Megalochori) sono molto interessanti. Megalochori è anche vicino alla caldera quindi offre la rara possibilità di guardare il tramonto in solitudine.
Castello di Emporio
Akrotiri è il villaggio più a sud della caldera. C'è anche il sito archeologico di un villaggio sommerso da un eruzione nel 17 secolo avanti cristo. Più a sud le bellissime spiaggie rossa, nera e bianca, raggiungibili mediante un servizio di battelli.
Red Beach
Per una vacanza balneare è consigliabile tutta la parte est, che digrada dolcemente verso il mare. Perissa, ha una grande spiaggia nera e ristoranti e hotel più economici (la maggior parte degli alloggi dell'isola è da queste parti, attenzione a non venirci a dormire se non si è molto interessati alla vita di spiaggia, perché è piuttosto scomoda da raggiungere dal resto dell'isola). Al di là della montagna dove sono i resti dell'antica Thira (solo per il panorama) c'è Kamari, con spiaggia più animata e mondana.

Le specialità gastronomiche di Santorini sono le frittelle di pomodoro (Tomatokeftedes, o nei più diffusi menu in inglese, fried tomato balls) e crema di fave (fava).

Da Santorini si possono raggiungere l'isola di Thirasia e gli scogli di Nea Kameni e Palea Kameni, altri resti del cratere vulcanico.
Nea Kameni e Palea Kameni sono visitabili solo con  un tour in battello.

Acque calde di Palea Kameni
La gita costa intorno ai 30 euro e comprende una sosta di un'ora e mezza a Nea Kameni per vedere i crateri vulcanici, prezzo 2 euro e molto caldo in stagione, poi un bagno di una ventina di minuti nelle acque rosse e sulfuree (che si raggiungono con  una nuotata di un centinaio di metri più, a volte, un tuffo di un paio di metri dal battello). Poi una sosta a Thirasia per il pranzo, infine un tramonto a Oia. Trasporti extra e pranzo non sono compresi. Esistono combinazioni di tour ridotti con solo una parte del programma.
Oia e Thirasia sono visitabili anche con i propri mezzi. A Thirasia ci vanno 3 traghetti al giorno, che permettono di visitare l'isola in tranquillità fuori dagli orari delle barche turistiche. Thirassa somiglia a come doveva essere Santorini prima del turismo di massa: il porto al livello del mare (Ormos Korfou) e villaggi sull'alto della caldera (Manolas e Potamos i principali) molto tranquilli. Possibilità anche di alloggio.


Oia

martedì 27 settembre 2016

Mykonos tips


Piccola venezia
Mulini a vento a Mikonos
Mykonos è probabilmente l'isola più famosa delle Cicladi, ma la sua fama è sicuramente meritata: per quanto non possiate sopportare la folla, il trattamento turistico, i prezzi alti, varrà sempre la pena di venirla a vedere almeno una volta.
Il capoluogo è un posto incantevole, da vedere soprattutto la zona della piccola Venezia, affollata di bar e di fronte la spettacolare fila dei mulini a vento. Da ognuna delle due zone si possono fare bellissime fotografie dell'altra; per i tramonti noi preferiamo la vista dai mulini a vento. Nel vecchio porto, una chiesa in posizione strategica e molti bar da cui fare people watching. Il centro storico è un ottimo posto per girare senza meta e perdersi, salvo poi sbucare un un punto dove si era passati poco prima.

L'aeroporto e il nuovo porto sono a pochi chilometri. L'altra attrazione di Mikonos, le sue spiagge, si raggiungono con l'autobus da Fabrika, la stazione degli autobus. Le spiagge a sud sono preferibili perché più riparate dal vento: sono tutte di sabbia chiara e acqua cristallina, la differenza la può fare lo spazio a disposizione e il tipo di musica che si vuole sentire. Psarrou è consigliabile, ha più spiaggia libera e si sente musica più tranquilla. A Platis Gialos, sebbene più grande è più stipata di ombrelloni. Dopo la piccola Agia Anna, tranquilla,  ci sono Paraga e poi Paradise e Super Paradise, piene di bar e musica ad alto volume. La camminata da Psarrou a Super Paradise richiede 40-45 minuti, soste per bagno naturalmente escluse. Altrimenti esiste anche un battello che collega tutte le spiagge.Le spiagge della parte nord (Ftelia, Panormos, Agios Sostis), esposte al vento, sono meno affollate.
Ano Mera è un  villaggio tipico di montagna nella parte est dell'isola.
Psarrou

martedì 20 settembre 2016

Paros tips

Tramonto nella baia di Parakia
Porto di Naoussa
Paros è un'isola molto turistica, ed è anche l'hub dei trasporti via mare delle Cicladi, eppure venendo da Mikonos o Santorini può sembrare un'oasi di tranquillità. Innanzitutto qui niente crociere, ma solo turisti stanziali che si distribuiscono quasi equamente tra Parakia, Naoussa e Piso Livadi. Parakia, dove arrivano i traghetti ha un bel centro storico tipicamente cicladico, bellissimi tramonti, un mulino a vento messo incongruamente come spartitraffico e due lungomari: quello a sud del porto è più animato e piacevole, ma per mangiare i ristoranti sono più turistici e cari, mentre per posti più alla mano è preferibile andare nella zona del lungomare a nord del porto.
Naoussa, a 8 chilometri, raggiungibile con 8 autobus al giorno, è ancora più affascinante, con i resti del castello sul mare e un porticciolo perfetto per la cena in riva al mare (sì, ci hanno già pensato). Per trovare qualche turista in meno si può provare a Lefkes.
A Piso Livadi c'è la spiaggia di Logaras ma soprattutto Golden Beach.  Il mare è trasparentissimo anche nei porti, specialmente a Naoussa, e ci sono battelli che fanno servizio per le spiagge.

lunedì 8 agosto 2016

Trekking Fira-Oia a Santorini




Oia vista dal promontorio di Skaros


Ci vogliono tre ore circa, dipende anche dalle deviazioni, a coprire i 9 km tra Fira e Oia. Le pendenze non sono molto accentuate. Per essere sicuri che la direzione sia giusta basta seguire il bordo della caldera.
Da Fira, seguire le indicazioni per la funicolare. Da lì, continuare a salire verso il   
Petros Nomikos Conference Centre. In 20’ avrete raggiunto Agios Gerasimos, tra Fira e Firostefani. Seguire la strada interna, attraverso il pittoresco villaggio di Firostefani e sulla strada per Imerovigli troverete il monastero di Agios Nikolaos (San Nicola), del 1916.
Dopo altri 10’ di cammino sulla Caldera, attraversando Imerovigli, vedrete la chiesa di Agios Georgios: vale la pena fermarsi qui per la meravigliosa vista sul vulcano. La prossima tappa è la piccola chiesa di Agios Ioannis Katiforis, davanti al promontorio di Skaros. È possibile scendere i gradoni verso la penisola of Skaros dove si trovano minime
tracce della capitale medievale.
Panagia Theoskepasti
Da qui, un altro sentiero scende alla chiesa di Panagia Theoskepasti, alla punta del promontorio di Skaros, altro punto molto famoso per guardare il tramonto.
Ritornati ad Agios Ioannis, prendete il vicolo dopo la chiesa e camminate all’interno del paese. Una volta superata una schiera di hotel nuovi ritornerete sul sentiero chiaro, subito fuori Imerovigli.
Dal lato della Caldera, un'altra deviazione consigliata conduce a Agios Antonios (Sant’Antonio), vicino alla fine della schiera di hotel. Dopo una discesa di 5 -10 minuti, il sentiero lastricato arriva alla chiesa bianca splendente.
Oia
Ritornati sul sentiero principale e salite a destra di Agios Markos fino ad arrivare a Prophet Elias sopra Imerovigli. La vista è stupenda,  specialmente al tramonto.
Per molti, la parte più bella del cammino è quella a partire da Prophet Elias. Dal cartello che indica la direzione di Oia, scendete fino a raggiungere la strada asfaltata all'incrocio per  Pori beach. Seguire la strada asfaltata per circa 300 metri a sinistra e vedrete la prosecuzione del sentiero.
Da qui ancora, se siete in forze potete scalare il famoso Mavro Vouno (Montagna nera), anch'esso conosciuto per i bei tramonti. In cima, troverete la piccola chiesa di  Stavros (Croce): da qui ammirare la bellissima vista di Oia, e quindi cominciare a scendere verso Prophet Elias ad Oia. Si arriva in 10' and in altri 5' si è agli impianti di desalinizzazione. Da qui, per raggiungere Oia si può passare sia per la strada asfaltata, sia per il sentiero.
Per tornare, è possibile prendere un taxi o un autobus. L'orario ideale per questa camminata è l'alba o il tardo pomeriggio. Il tramonto di Oia è famoso e quindi molto inflazionato. Se non vi va di lottare per un pezzo di muretto ci sono posti più tranquilli.


Oia
Chi alloggia a Oia dovrebbe comunque prendere un autobus per Fira e poi fare il trekking nell’altro verso, perché Oia è molto più bassa di Fira e quindi il dislivello sarebbe in salita.


mercoledì 3 agosto 2016

Porto Ercole tra spiagge e forti

L'Argentario ha una tradizione turistica storica, quindi ci si potrebbe passare moltissimo tempo, sia oziando o andando in barca, sia sconfinando solo un po' verso Orbetello, i tomboli,  Giglio o Giannutri.
Qui proponiamo una giornata piuttosto sportiva tra i forti e le spiagge di Porto Ercole, da effettuare in estate se si vuole anche fare il bagno.
La prima tappa è l'ufficio del turismo, nella piazza principale (piazza Roma) ma un po' nascosto, per procurarsi il permesso per visitare la Rocca. La visita, dalle 10 alle 12 o nel tardo pomeriggio è in realtà piuttosto deludente, perché si viene accompagnati dal portiere del condominio (e che condominio) privato, gentile ma piuttosto sbrigativo. All'interno si trovano una chiesa, un faro, la piazza d'armi e alcuni pozzi antichi. La visita è permessa (solo con la richiesta preventiva) in virtù di  un contratto poi rivelatosi capestro, che successivamente al Forte Filippo  i condomini  non hanno voluto fare.
Si prosegue quindi per forte Stella, bellissima costruzione militare. Gli orari sono simili, ma qui c'è una visita tradizionale con biglietto di 2 euro. La vista è probabilmente la migliore di tutti e tre i forti.
Dopo i due forti ci si può concedere uno o due bagni. La spiaggia lunga è più bella e selvaggia e meno attrezzata, e quindi meno affollata. Qui come al forte Stella non ci sono bar, quindi approfittate per comprare cibo e bevande alle Viste.
La spiaggia di Sbarcatello o delle Viste è più confortevole ma più affollata.
Se si è a piedi si può approfittare della navetta gratuita per spostarsi da un punto all'altro.
Il forte Stella

La Spiaggia Lunga

Vista dal forte Filippo


Forte Filippo, che come detto non si visita all'interno,  ma riserva un bellissimo panorama dal di fuori (è possibile fare il giro del perimetro, anche se c'è erba un po' alta), si può riservare al pomeriggio nell'orario di chiusura degli altri due forti. Se andate a piedi c'è un sentiero lato mare (inizia da via Filippo II, vicino alla piazza principale) che è più piacevole della strada asfaltata.
Per dormire si può prendere in considerazione Grosseto, città murata meno famosa di Lucca, evitando il caro alberghi.

martedì 7 giugno 2016

Corea del Nord

 La Corea del Nord è probabilmente l'ultima possibilità di vedere dal vivo il socialismo reale in una delle sue interpretazioni più estreme.
 Che si esprime drammaticamente anche nelle regole ferree per la visita: viaggio organizzato con tappe fissate dal governo, impossibilità di girare da soli e di fare qualunque gesto in autonomia se non accompagnati dalla guida, ad esempio scattare una fotografia.
I cellulari, secondo le ultime norme si possono portare, ma con l'obbligo di una scheda nord coreana. Internet praticamente non si può usare, in ogni caso bisogna stare attenti a cosa si scrive o si dice.
Tra le regole di comportamento più importanti, bisogna stare attenti a non criticare il governo, a non fotografare soggetti proibiti, a non mettere in cattiva luce la vostra guida.
Per completare il quadro, molti dei luoghi da visitare hanno un interesse "politico": fabbriche, scuole, luoghi natali o mausolei dei vari leader, musei della rivoluzione.
Ultima controindicazione: il prezzo. Per un viaggio di 12 giorni, incluso il viaggio via Pechino, si pagano da 2500 a 4000 euro, anche se cercando duramente si potrebbero trovare prezzi più convenienti. Koryo Tours è la più accreditata, quindi potrebbe avere itinerari esclusivi, ma non è la più economica.

Al netto di tutto ciò, si visita un paese unico al mondo e questo viaggio non somiglierà a nessun altro che avete fatto.

L'agenzia di viaggio a cui dovete obbligatoriamente rivolgervi  cura anche la richiesta dei visti che, eccetto per giornalisti e altre professioni delicate, è più agevole del previsto. Ricordarsi che all'uscita dal paese le foto fatte in digitale vengono controllate.
Per arrivare nel la compagnia aerea nordcoreana Air Koryo è considerata la peggiore del mondo, quindi non  resta che Air China per il viaggio da Pechino a Pyongyang. Il viaggio in treno dura 24 ore da Pechino.
I trasporti interni, treni o autobus, sono piuttosto arretrati. I ristoranti per turisti hanno menu estesi ma monotoni. I piatti tipici sono gli stessi della Corea del Sud: i più diffusi sono Kimchi, Galbi e Bulgogi. Trasporti e pasti sono comunque decisi in anticipo, di fatto per il soggiorno servono al massimo 200 euro a settimana, in pratica solo per acquisti di spuntini, bevande e souvenir.
A Pyongyang gli alberghi per turisti sono il Koryo, in centro, il Yangakkdo su un isola (ciò permette una maggiore libertà di movimenti autonomi, per lo meno lungo l'isola) e il Potonggang.

Tra i luoghi che si visitano, molti giorni in genere sono dedicati alla capitale Pyongyang, con vari musei, la metropolitana più profonda del mondo, a 100 metri di profondità che serve anche per rifugio antiaereo (i turisti possono scendere solo in alcune stazioni). Pyongyang ha un aspetto del tutto moderno, perché è stata rasa al suolo durante la guerra di Corea.
In genere si visitano anche Kaesong e la zona di confine, il parco nazionale dei monti Kumhang, i monti Miohyang,  il villaggio di Sariwon e la città portuale di Wonsan. Se si è nel paese durante le parate nazionali, la più famosa è quella di Arirang.

giovedì 26 maggio 2016

da vedere in molise

Senza scomodare i tormentoni del tipo "il Molise non esiste", è facile che questa regione l'abbiate lasciata per ultima nei vostri giri per l'Italia.
Per sanare questa carenza potrebbe bastare un giro 4 giorni e 3 notti, praticamente un ponte.
Per dormire, se non avete preferenze particolari, si può fare base per una notte ciascuna nei tre centri principali: Campobasso, Isernia e Termoli.
Per arrivare, da Ovest si arriva dall'autostrada del sole, uscendo a S. Vittore se si arriva da nord e Caianello se si arriva da Sud.
Da est invece la A14 attraversa direttamente la regione in prossimità della costa.
Considerando di cominciare da Ovest, il primo giorno si può visitare Venafro, poi dare un occhiata a Monteroduni e arrivare a Isernia. Il giorno seguente Agnone, gli scavi di Pietrabbondante, il castello di Pescolanciano, la bellissima Bagnoli del Trigno ed arrivare a Campobasso. La visita del capoluogo può completarsi la mattina seguente, poi dare un'occhiata a Ripalimosani e dirigersi verso Larino. Arrivare a Termoli prima del tramonto per non perdersi il tramonto sui trabucchi (purtroppo molto danneggiati da una mareggiata a novembre 2015). Il quarto giorno si può visitare Termoli. Gli appassionati di montagna potranno inserire Campitello matese e Capracotta, quelli di antichità Altilia (Sepino) e dare un'occhiata alla vicina Boiano. Chi ha più tempo può dare un'occhiata anche al curioso santuario neogotico di Castelpetroso, al castello di Ferrazzano e ai murales di Campobasso, almeno quelli di Peeta a via Liguria e di Blu a via Marche.
Bagnoli del Trigno


Dal punto di vista gastronomico segnaliamo almeno i taralli di Venafro, il caciocavallo di Agnone (i caseifici più famosi sono Di Nucci e Di Pasquo), il brodetto termolese (nei ristoranti Nicolino o Federico II).

Il Molise è visitabile anche in treno. Si perde la libertà di movimento della macchina e probabilmente bisogna ridurre le tappe, ma i treni regionali (senza quindi bisogno di prenotazione) toccano Venafro, Isernia, Boiano, Campobasso, Larino e Termoli.

giovedì 19 maggio 2016

italia sconosciuta: le ciampate del diavolo



Un vulcano spento oggi ma attivo migliaia di anni fa, tre uomini preistorici che camminano sulla lava ancora calda e lasciano impronte dei piedi e, inciampando, anche delle mani. Quando la lava si raffredda le 56 impronte restano, per sempre.
Ciampate del diavolo - Foto di Edmondo Gnerre

Queste in sintesi sono le ciampate (impronte) del diavolo: solo pochi anni fa la spiegazione popolare è stata affiancata da una più scientifica, quando un docente dell'università di Padova ha individuato la famiglia degli uomini delle impronte: homo heidelbergensis.
Si trovano nel parco regionale di Roccamonfina, in provincia di Caserta. Più precisamente in località Foresta nel comune di Tora e Piccilli
Non è chiaro se per la visita bisogna rivolgersi obbligatoriamente all'associazione le orme, altrimenti si rischia di trovare chiuso.
Il consiglio è di non andare all'avventura, perché la vocazione turistica della zona è piuttosto blanda.
Ad esempio se si vuole visitare il ponte romano degli aurunci a Sessa Aurunca, innanzitutto non affidarsi a google maps.
Ponte degli Aurunci - miglior visuale possibile
La strada giusta è la seguente: da porta Cappuccini, prendere via Trieste, non girare a destra su via Travata come consiglia google maps, ma arrivare alla rotatoria e prendere la seconda strada, che è ancora via Trieste, che in questo tratto attraversa un quartiere moderno piuttosto trafficato.
Dopo poche centinaia di metri arriverete a una biforcazione, con l'unico cartello che segnala il ponte.
Prendete la strada a destra, riconoscibile dalla pavimentazione romana.
Passare, con molti sensi di colpa sul tratto di basolato romano e alla fine della strada scoprire che una delle recinzioni fatte con materiale di recupero non nasconde una scorbutica proprietà privata ma direttamente il ponte.
Il ponte è giusto al di là della recinzione
Altre cose da vedere in zona sono il santuario dei lattani, e Carinola, capitale del gotico catalano in Italia, e poco fuori in convento di San Francesco a Casanova con le insolite due finte torri sulla facciata.
Convento di San Francesco a Casanova di Carinola

venerdì 6 maggio 2016

italia sconosciuta: la statua moai a Vitorchiano

In attesa di intraprendere il lungo viaggio verso l'isola di Pasqua, 12 ore da uno scalo europeo per Santiago del Cile, poi altre 5 ore, si può dare un'occhiata all'unica statua moai esistente al di fuori dell'isola.
Scolpita con asce e pietre taglienti da undici abitanti di Rapa Nui, si trova a Vitorchiano, in provincia di Viterbo, in posizione da guardare e vigilare sul paese antico appoggiato sul tufo, in un punto panoramico che è anche piazzola per i camper. Se si trascura l'effetto straniante, e anche il paio di spostamenti che la statua ha subito(prima era nel centro storico), è comunque una curiosità piuttosto affascinante.

venerdì 15 gennaio 2016

Un itinerario in Peloponneso


Il Peloponneso è una delle regioni più visitate della Grecia e spesso merita un viaggio ad hoc.
Normalmente si sbarca a Patrasso (a meno che non si arrivi in aereo ad Atene o si sbarchi a Igoumenitsa).
Data la forma accidentata del territorio e il numero altissimo di posti da vedere, la scelta dell'itinerario è piuttosto complessa.
La scelta più semplice sarebbe un itinerario che segua la costa: le possibilità di diversioni all'interno sono infinite, sia per accorciare sia per visitare.
Partendo da Patrasso e scegliendo arbitrariamente un senso antiorario, gli appassionati di archeologia visiteranno sicuramente Olimpia.
Da lì in Messenia, costa ovest, le bellissime baie di Voidokilia e Gialova (e vicino il castello di Navarino).
All'imbocco della penisola della Maina (Mani) ci sono le pittoresche Agios Nikolaos e Githio e spingendosi alla punta montuosa e quasi disabitata della penisola, Gerolimenas e i piccoli centri di Harouda, Kato Gardenitsa, Nomia, Kita.
 In Laconia, la grande spiaggia di Vinglavia, davanti all'isola di Elafonissi, dove si trovano le spiaggie di Simos e Panagios. Vicino c'è l'altra isola di Citera e, sulla stessa penisola, la bellissima città fortificata di Monemvassìa.
In Argolide, la penisola più ad est,  attrazioni archeologiche:  Micene, Epidauro, Tirinto, Argo. E poi Nauplia, la spiaggia di Tolo e l'istmo di Corinto. All'interno, imperdibile la città bizantina di Mistrà e il villaggio montano di Dimitsana.
Altre spiagge notevoli sono: Arkoudi (Elide), Finikounda, Koroni (Messenia), Plytra(Laconia).