venerdì 23 febbraio 2018

Un itinerario nella east coast

Un viaggio nella east coast degli Stati Uniti non è il primo viaggio on the road in quel paese che viene in mente, ma ha il suo perché, passando per la parte più storica e per alcune delle città più importanti del paese.
Il mezzo di trasporto è molto difficile da scegliere. L'automobile permette naturalmente la massima flessibilità, ma nelle grandi città il traffico e il parcheggio sono molti problematici. Tra le grandi città è facile spostarsi con i treni Amtrak (comodi e cari), più economico e lento con gli autobus o i treni locali. I costi sono piuttosto alti, ai massimi anche per le medie Usa. Un viaggio mediamente confortevole può richiedere anche 200 euro al giorno, contando che difficilmente gli alberghi nelle città costano meno di 120 dollari (40 per i posti letto in ostello) e anche ristoranti, trasporti e attrazioni sono piuttosto cari.
Iniziando l'itinerario da nord il punto di partenza (e di arrivo dall'Italia) più logico è senz'altro Boston, la città più "europea" degli Stati Uniti. Qui bisognerebbe restare almeno due giorni per vedere i molti edifici storici, iniziando dal Freedom Trail, una usanza molto pragmatica e americana: un itinerario di quattro chilometri segnalato da placche e una striscia rossa sul terreno che collega diciassette luoghi notevoli della città. Da Boston sono consigliabili molte escursioni. Salem e Cambridge, sono praticamente in città, raggiungibili con la metropolitana. Molto interessanti sull'Oceano Atlantico sono il promontorio di Cape Cod e Newport nel Rhode Island (raggiungibili in un paio d'ore di viaggio). Avendo tempo tutto il New England è pieno di luoghi di interesse,  dalle scogliere del Maine al Vermont con i famosi colori autunnali. Da mangiare, assaggiare il lobster roll, più tipico del Maine ma diffuso in tutta la regione.
New York è a 4-5 ore di autobus, treno o auto da Boston. Per New York è difficilissimo indicare un numero minimo di giorni, in quanto c'è davvero molto da vedere e da fare, anche secondo gli interessi di ognuno. Diciamo che chi non c'è mai stato e vuole seguire un itinerario come questo dovrebbe stare come minimo cinque giorni molto densi.
Philadelphia dista un'ora di treno da New York (o due con i più economici autobus o commuter rail via Trenton). Molti la visitano come day-trip da New York, con un giro nella Old City coloniale, la liberty bell, i parchi come il love park, il museum of art dove sono riusciti a mettere anche una statua di Rocky Balboa.
E il famoso cheesesteak, un panino con carne, cipolle e formaggio (cheez-whiz, american o provolone: gli amanti dell'esotico incuriositi dai primi due è meglio che si informino prima). A cento km. circa da Philadelphia ci sono alcune delle più grandi comunità Amish: ci si dirige di solito verso la contea di Lancaster. Gli amish però di norma non vedono di buon occhio i turisti e non amano essere fotografati, quindi il rischio è di vedere esperienze preconfezionate per i turisti.
Washington dista meno di due ore di treno da Philadelphia. In genere servono due o tre giorni per visitare la città, un vero campionario di vedute americane, dal campidoglio alla casa bianca e tutto il National Mall. Washington è anche una delle rare città senza grattacieli, per legge, una delle prime a maggioranza afro-americana e con delle comunità particolari come quella etiope e salvadoregna.
A distanza di day trip si trovano città come Baltimore, Alexandria, Richmond, la capitale confederale e Williamsburg, una città museo coloniale kitsch come solo gli americani possono essere.
Per molti l'itinerario si ferma qui, in quanto altri posti interessanti sono molto più a sud.
Le due città storiche di Charleston e Savannah sono raggiungibili in aereo o via terra in dieci/dodici ore. Ancora più a sud c'è la Florida, le sue spiagge, i parchi a tema, Miami o, per chi vuole fermarsi solo quando non c'è più terra, Key West, con un cambiamento climatico totale rispetto al resto dell'itinerario.

mercoledì 20 dicembre 2017

Un itinerario in Vietnam

Il Vietnam è paese lungo e stretto, con più di 2000 km da nord a sud. Se non si toccano altri paesi, è naturale andare da Hanoi a Ho Chi Minh City (o viceversa), e inserire le tappe a seconda del tempo che si ha a disposizione.
Partendo da nord, la prima tappa è proprio Hanoi, che merita qualche giorno: il quartiere antico, il mausoleo e il museo di Ho Chi Minh, la Pagoda a un solo pilastro, Hoan Kiem Lake, Ngoc Son pagoda, la cittadella.
Gli altri luoghi imprescindibili del nord sono le migliaia di isole calcaree di Halong Bay, il paesaggio montano, i campi terrazzati di riso e le minoranze etniche di Sapa (o per un'alternativa meno turistica Ha Giang, o per una più vicina Mai Chau) e la zona di Ninh Binh. Sa Pa dista 6 ore di pullman o una notte treno (cambio a Lao Cai). Sapa è molto turistica, ma i dintorni sono molto interessanti, a partire dai vicinissimi villaggi di Cat Cat e Ta Phin. La baia di Halong dista 3 ore di pullman da Hanoi, sono molto diffuse le crociere da 1 2 o 3 giorni, con trasporto da Hanoi compreso anche se piuttosto care e turistiche. Un'alternativa più indipendente è di raggiungere Halong City o Haiphong e da lì raggiungere la grande isola di Cat Ba. Ninh Binh, "la halong bay dei campi di riso", dista due ore di
pullman da Hanoi.
Spostandosi nella regione centrale, la prima tappa interessante è Huè, raggiungibile con un treno notturno o in aereo da Hanoi. Hoi An, la città antica più interessante del Vietnam dista circa 4 ore di pullman da Huè (passando per lo spettacolare Hoi Van  pass o per il più veloce tunnel). In mezzo c'è la grande città di Da Nang. Non lontano da Hoi An ci sono i templi indù di My Son, tra i più conservati in Vietnam, meno spettacolari di Angkor, anche per le gravi distruzioni dei bombardamenti americani. Un'altra reminiscenza della guerra è la DMZ, a nord di Huè.
Continuando verso sud ci sono due tappe per chi ama il mare: Nha Trang, con una grandissima spiaggia, molto movimentata, oppure Mui Ne con le sue dune, un po' più tranquilla. Per chi non va a Phu Quoc sono le opzioni di mare più interessanti. Da lì si può puntare a Da Lat, in montagna o direttamente a Ho Chi Minh City, che una volta si chiamava Saigon.
Da lì si può andare nel delta del Mekong,  facendo ad esempio base a Can Tho (da non perdere il mercato del pesce di Tran Phu, e visitando il parco nazionale Rừng Tràm Trà Sư.
Per qualche altro bagno tropicale, c'è l'isola di Phu Quoc, da cui si può tornare in aereo a Ho Chi Minh City.

mercoledì 13 dicembre 2017

Campi Flegrei

Uno dei territori più misconosciuti d'Italia, oscurato dalla fama di Capri, Ischia e Procida, Napoli, Pompei, Sorrento e costiera amalfitana, nei Campi Flegrei difficilmente sarete schiacciati dalla folla.
Zona vulcanica ancora in parte attiva, ha colpito gli antichi , che ci avevano localizzato la Sibilla Cumana e l'entrata dell'inferno. Si possono trovare crateri semi-attivi, crateri spenti diventati laghi, promontori rocciosi, lagune, meraviglie archeologiche e porticcioli di pescatori.
Per risparmiare sull'alloggio si può fare base qualche chilometro più a nord, a Licola o Varcaturo, e approfittare delle offerte. Altrimenti si trovano alberghi in tutta la zona.
Per le visite, tenere presente che esiste un biglietto cumulativo valido 2 giorni e che costa 4 euro per l'entrata a Castello Aragonese di Baia (Museo Archeologico dei Campi Flegrei), Parco Archeologico di Baia, Anfiteatro Flavio e Serapeo a Pozzuoli, Parco Archeologico di Cuma.
Ecco una mappa della zona.

Partendo da nord, per chi vuole proprio visitare tutto, sul lago Patria c'è l'antica città di Liternum.
Più a sud c'è Cuma, uno dei capisaldi dell'itinerario. E' formata da una parte alta, sulla collina dell'acropoli, con due templi, di Giove e di Venere, l'antro della Sibilla, in realtà una lunga galleria che termina in 3 sale, e una vista bellissima; nella parte bassa ci sono il foro, l'anfiteatro, 3 templi e l'arco Felice, grande opera stradale romana. Purtroppo è attualmente impossibile vedere la grotta di Cocceio e anche la grotta della Sibilla. Il sito non dà l'impressione di essere tenuto in maniera impeccabile, ma il biglietto è di soli 4 euro e comprende l'ingresso a vari siti della zona e comunque la vista non delude.
Nel territorio di Cuma, precisamente sul lago Fusaro, si trova il bel casino Vanvitelliano, luogo di delizie dei Borboni.
Continuando a seguire la costa si arriva alla spiaggia di Torregaveta, molto popolare, quindi aggirando Monte di Procida, alta sul promontorio, si arriva alla spiaggia di Miliscola e a Capo Miseno, con il promontorio e il faro. Quindi Bacoli, grosso sobborgo intorno al lago Miseno, dove si può visitare la Piscina Mirabilis, enorme cisterna dell'epoca romana (chiamare prima) e le Cento Camerelle.
Baia è un luogo di delizie dai tempi dei romani, ha addirittura dato il nome ai "golfi ameni". E' stata costruita a terrazzamenti di diverse altezze. Le parti più basse sono ora sommerse e costituiscono il parco archeologico sottomarino, visitabile con immersioni o barche con il fondo trasparente. La parte alta è fa invece parte del parco di Baia. Il castello aragonese, in bellissima posizione, è sede del museo archeologico, che contiene tutti i ritrovamenti della zona.
A Pozzuoli bisogna vedere almeno la solfatara (biglietto 8 euro), l'anfiteatro Flavio, il tempio di Serapide (o Macellum),  il rione Terra (l'area archeologica è visitabile con biglietto di 5 euro il sabato e la domenica), il mercato. Il cratere vulcanico di Monte Nuovo è ideale per un picnic, vicino si può dare un'occhiata ai laghi Averno e Lucrino.
Senza dimenticare che per una puntata a Napoli, la ferrovia cumana ci arriva direttamente.
Per una introduzione particolare ai luoghi interessante (e raro) è il documentario "Mirabiles, i custodi del mito".

lunedì 30 ottobre 2017

Cipro

A 75 km dalla Turchia e 100 dalla costa siriana, nel passato, tra gli altri veneziani, turchi e inglesi, con questi ultimi che conservano ancora due grandi basi militari, due stati divisi su base etnica da un muro che divide la parte greca dalla parte turca.
Questa è Cipro. Per arrivarci, l'aeroporto principale è Larnaca. Paphos, a ovest dell'isola, è servita da alcune compagnie low cost. Ercan, nella parte turca, serve solo compagnie che arrivano dalla Turchia.
Un giro esaustivo di tutta l'isola può richiedere almeno una quindicina di giorni. Il clima è mediterraneo: l'estate dura da maggio a ottobre, l'inverno è fresco e molto piovoso, le stagioni intermedie, comunque brevi, sono miti e potenzialmente umide.
I trasporti pubblici non sono molto efficienti e coprono comunque solo le città e le strade principali. Il noleggio auto sembra l'opzione più pratica. Per motivi assicurativi conviene noleggiare un'auto per la parte greca e poi un'altra per la parte turca.
In genere si dedica una settimana alla parte greca e una alla parte turca, anche se in quest'ultima c'è una maggiore concentrazione di attrazioni.
Nella parte greca, si può partire da Larnaca, che ha un piacevole lungomare e una parte antica, poi dirigersi verso Limassol passando anche per Kourion e Kolossi castle. Continuando lungo la costa si raggiunge Pafos, con l'antica città e le tombe dei re. A nord di Pafos si può camminare nella penisola di Akamas, facendo base a Neochorio o Polis o raggiungere Lara beach, dove depongono le uova le tartarughe, ma la strada è difficile da percorrere senza un fuoristrada. Da Pafos si può poi raggiungere, per strada lenta e tortuosa, l'area dei monti Troodos, con villaggi di montagna, antiche chiese bizantine e sentieri (i Troodos sono raggiungibili con strade più veloci anche da Limassol e Nicosia).  Protaras e soprattutto Ayia Napa attraggono i turisti in cerca di divertimenti notturni.
Nicosia è al centro dell'isola ed è divisa a metà. Le formalità per passare da una parte all'altra sono minime, ma è comunque una esperienza straniante passare dalla zona greca alle moschee di quella turca e viceversa. La città è molto interessante, a forma stellata e cinta da mura. I punti di interesse sono divisi tra i due settori: nella parte turca la supreme court, Selimiye mosque,  Hala Sultan mosque, il caravanserraglio di Büyük Han.
Una volta noleggiata un auto per la parte turca, le città dove fare base sono senza dubbio Famagosta e Kirenia. Kirenia ha un bel porto, e nei dintorni l'abbazia di Bellapays, Buffavento e il castello dei crociati di Sant'Ilario. Da Famagosta, altra antica città murata molto interessante, da non perdere almeno Kantara. Un'altra parte molto interessante e remota è la penisola di Karpaz con il monastero Apostolos Andreas e le spiagge come la golden beach. Per questa penisola si può fare base a Dipkarpaz-Rizokarpasso.






mercoledì 25 ottobre 2017

Isole Ionie

Le isole Ionie sono le più vicine all'Italia. Sono sei oppure sette isole, a seconda se si conta anche Kithira, che però è piuttosto distante dalle altre, a sud del Peloponneso e vicina ad Elafonisos, che la oscura un po. Generalmente sono visitate una alla volta, a meno di non essere in barca. Qui parliamo invece di visitarle tutte spostandosi con un mezzo di terra (e traghetti, ovviamente). E' un viaggio che richiede almeno tre, meglio quattro, settimane, ma molto vario e interessante. L'itinerario è  Corfu - ferry - Paxos - ferry - Igoumenitsa - Parga -  Preveza - Lefkada - ferry - Itaca - ferry - Cefalonia - ferry - Zakynthos. O viceversa nell'altro senso.

Corfù è l'isola più vicina, più turistica e più interessante. Il capoluogo è di gran lunga la città più interessante di tutte isole Ionie, con architetture veneziane molto ben conservate, due forti, influenze francesi e inglesi e atmosfera cosmopolita. A 4 km a sud, subito dopo l'aeroporto c'è il grazioso monastero di Vlacherna, su un isolotto collegato da un ponte. Muovendosi sulla costa  dal capoluogo verso nord fino a Ipsos si trovano  centri molto affollati (Gouvià, Dasia). Barbati è più tranquillo.  A nord c'è una lunga serie di piccoli porticcioli con spiagge di ciottoli, il più interessante è Agios Stefanos. Dopo Roda e Acharavi, più grandi e turistici, si arriva a Sidari,  è una zona con scogli e piscine naturali, la più famosa è il canale dell'amore. La costa ovest è leggermente meno affollata, se si eccettua Paleokastritsa, che comunque è uno dei posti più belli e più famosi, e Glyfada, con un'altra grande spiaggia di sabbia. Vicino a Glyfada c'è Myrdiodissa, difficile da raggiungere perché su strada sterrata, ma molto bella. Agios Gordos, Gyaliskari e Kontogialos sono invece più tranquille. Il sud dell'isola è meno visitato, ci sono i centri molto turistici di Benitses e Kavos e alcune altre spiagge da scoprire come Cialkounas e Paramonas, fino alla punta estrema di Arkoudilas. 

Paxos è la più piccola delle isole Ionie, 11 km di strada da nord a sud, massimo due da est a ovest. E' priva di spiagge di sabbia, con meno costruzioni e con molti ulivi, per questo motivo è frequentata da diportisti e turisti con alto budget. I prezzi sono quindi leggermente superiori rispetto alle altre isole. Ci sono solo tre villaggi sull'isola, tutti e tre piacevoli: Paxos, dove arrivano i traghetti da Igoumenitsa e Corfu, con davanti un grande isolotto che gli dà l'aspetto di un fiordo, Loggos e Lakka. Piccole calette di ciottoli sono disseminate in tutta l'isola, principalmente nella parte est. A parte la spiaggetta sulla piccola isola di Mongonissi, collegata da un ponte, le spiagge di sabbia si trovano ad Antipaxos, a cui si arriva con gite di un giorno.

Lefkada è l'isola più facile da raggiungere, perché è collegata alla terraferma da un ponte. E' quindi molto affollata nei fine settimana per i greci di Ioanina e Preveza. Il capoluogo Lefkas è subito dopo il ponte, è una cittadina piccola ma molto pittoresca. La costa est è molto più turistica della costa ovest. Nidri è il centro più turistico dell'isola. Da lì per sfuggire alle folle si può andare all'isola di Meganissi. Skorpios, che apparteneva a Onassis, è stata ora venduta dagli eredi a un miliardario russo. Cambia poco, comunque, perché continua a non essere visitabile. Andando verso sud ci sono Poros, Mikros Gialos, Sivota e Vassiliki, da dove partono i traghetti per Cefalonia e Itaca. Da Vassiliki per raggiungere la costa ovest bisogna tornare verso nord per un pezzo, passando per Agios Petros e Athani. La costa ovest è molto più selvaggia e il mare è spesso agitato. Le spiagge di Gialos ed Egremni sono molto poco affollate. Più a sud c'è Porto Katsiki e il salto di Lefkada, bellissima scogliera a strapiombo con un faro. Più a nord c'è Agios Nikitas con la spiaggia di Milos. I paesi dell'entroterra sono interessanti, c'è una strada che attraversa l'isola e passa per Kalanitsi, Exanthia e Karia. 

Salto di Lefkada al tramonto
Cefalonia è raggiungibile in traghetto da Killini e Patrasso in peloponneso, da Lefkada, oppure da Itaca e Zante. Avendo a disposizione 4-5 giorni, a nord ci sono i bellissimi paesini di Assos e Fiskardo, dove è bellissimo (e difficile, per le opzioni limitate) alloggiare. Fiskardo è usato molto come porto, sia di traghetti che barche private, e ciò ha impatti sulla pulizia dell'acqua. Myrtos Beach è poco più a sud di Assos. A ovest c'è la penisola di Lixouri, con le spiagge di Petani e Xi. A est c'è la graziosa Sami, con la spiaggia di Antisamos, il lago Melisseni e la grotta di Drogarati. A sud le spiaggia di Skala e Kaminia e il monte Ainos, per chi vuole fare una pausa dal mare. Il capoluogo Argostoli è in bellissima posizione, in fondo a un fiordo, ma è stata interamente ricostruita dopo il terremoto del 1953. Più piacevole è il sobborgo di Lassi con due spiagge affollate. Per chi preferisce alloggiare in un solo posto e poi girare il resto dell'isola, Lassi è il posto ideale.

A Itaca si va da Sami col ferry o con una escursione.
Le escursioni da Cefalonia prevedono un paio di soste per bagni, un giro di un paio d'ore a Vathi e una sosta per il pranzo in una taverna, per circa 35 euro.
Se si hanno una notte o due a disposizione è molto più piacevole girare in autonomia. Itaca ha sofferto per il terremoto del 1953. Tracce di Ulisse non ce ne sono. Le spiagge non sono comodissime. Come conseguenza di tutto ciò, l'isola è piacevolmente poco turistica (o poco entusiasmante, per alcuni).
 Vathi, il capoluogo, è una piacevole cittadina veneziana in una baia molto profonda. Altri due porticcioli molto belli sono Frikes e Kioni, mentre lontani dal mare sono i villaggi di Perahori, Exogi e Lefki. Le spiagge migliori, ma sempre di ciottoli, sono quelle di Filiatro e Sarakiniko, vicino a Vathi. L'isola è molto facile da girare essendo lunga 30 km e larga al massimo 6,5 Km, ma solo mezzo kilometro nell'istmo di Aetos.

Zante è l'isola più a sud e la più vicina al Peloponneso, da cui si arriva in traghetto da Killini in un'ora e mezza. L'isola è più orientata al turismo organizzato, in particolare inglese. Il capoluogo è stato ricostruito fedelmente dopo il terremoto del 1953 (solo la fortezza veneziana ha resistito, ma la cosa più attraente è il panorama) ed è piuttosto gradevole. Molte spiagge sono raggiungibili solo dal mare, in particolare sulla costa ovest. I paesi all'interno d'altra parte sono molto suggestivi.
Le spiagge più comode sono a sud. Partendo da Chora (Zakinthos) si incontra i porticcioli di porto Zorro, con  le spiagge di Banana e Agios Nikolaos, e Porto Roma. Alla punta del promontorio Gerakas, dove depongono le uova le tartarughe caretta caretta, e poi Dafni. Laganas già nel golfo, era la spiaggia più estesa dell'isola, ma dopo un processo di "ibizazione" è diventato il posto più movimentato di Zante e forse di tutte le isole Ionie. Nel golfo c'è anche l'isola di Marathonissi, con una bella spiaggia. Molto più tranquilla è la zona di Keri, con il villaggio pittoresco in alto, il faro e le grotte. Dirigendosi verso nord da Zakinthos, si incontrano vari villaggi con spiagge, a partire da Tsilivi. A nord c'è la Agios Nikolaos, dove ci sono i traghetti per Cefalonia in stagione e le escursioni per la grotta azzurra. La famosa e fotogenica spiaggia del naufragio, a nord, è raggiungibile solo con affollatissime gite in barca (da Porto Vromi o Agios Nikolaos) o fotografabile da un view point. A nord c'è anche il villaggio di montagna più pittoresco, Volimes. La costa ovest infine è meno popolata, ma due posti che meritano un'occhiata sono il fiordo di Porto Limniosas e Kampi.

lunedì 11 settembre 2017

Il ponte sulla Drina

Chi ha amato quello straordinario romanzo che è "il ponte sulla Drina" di Ivo Andric, una storia lunga 400 anni in cui il protagonista di fatto è il ponte, con intorno come personaggi molte persone e molti popoli che convivevano più o meno pacificamente,  ha probabilmente desiderato anche di andarlo a vedere.
Anche se, dopo il traumatico crollo di un pilastro nel 1914, con cui si chiude il romanzo, il ponte ha dovuto vedere altre devastazioni, e altre stragi: la seconda guerra mondiale e  la guerra degli anni '90 del secolo scorso.

A seguito di questa guerra, Višegrad fa parte della repubblica serba di Bosnia ed un nuovo complesso chiamato Andricgrad, è stato costruito. Questo progetto, che secondo alcuni vede i serbi appropriarsi dell'eredità di Andric, ha come protagonista Emir Kusturica, il regista. Per chi come noi ha amato Kusturica almeno quanto Andric è difficile prendere posizione, specialmente senza essere andati di persona a farsi un'opinione.
Il ponte è ancora, secondo le guide turistiche, l'attrazione principale della cittadina, specialmente dopo l'inserimento dell'illuminazione dal basso. Si può poi andare alla ricerca dei luoghi raccontati nel romanzo, il sofà e la porta, l'albergo di Lotika, Mejdan e Okoliste, oppure il cinema Dolly Bell, evidentemente una delle opere patrocinate da Kusturica.
Ma raggiungere Visegrad non è semplicissimo. Arrivare da Sarajevo, la provenienza più "filologica" per chi ha letto Andric, è più complicato del previsto. Ci sono 4 autobus al giorno che partono dalla stazione autobus di Sarajevo est - Lukavica (non quella centrale), a una quindicina di km. dal centro di Sarajevo, raggiungibile con il tram, e 4 per il ritorno, l'ultimo dei quali è all'una di pomeriggio. Il viaggio dura 3 ore circa e costa circa 15 marchi.
Dall'Italia senza utilizzare l'aereo vuol dire raggiungere Split, Dubrovnik o Bar e da lì prendere un autobus via Mostar. Il tragitto in autobus da Mostar è di 6 ore circa, anche con corse notturne.
Da Belgrado ci sono vari autobus, il tragitto dura 6 ore.
E' possibile noleggiare un'auto da Sarajevo, che dista 120 km. Belgrado dista invece 280 km.
Chi spera nel treno, ricordando la parte del romanzo che racconta della costruzione e dell'avvento della ferrovia, resterà deluso: la stazione più vicina è Uzice, a 76 km.

giovedì 31 agosto 2017

Cuneo e provincia

Sicuramente non una destinazione turistica di gran richiamo, eccetto forse per l'eno-gastronomia. Eppure una puntata da queste parti può dare molte soddisfazioni.
Cuneo, architettonicamente una piccola Torino, ma più alta e più fresca, è patria dei cuneesi al rum, ideati dal caffè Arione ma prodotti in tutte le pasticcerie della città, e del prosciutto crudo di Cuneo.
Da vedere la piazza e il museo Galimberti, i portici di via Roma, il parco fluviale del Gesso e Stura, la cui confluenza dà la caratteristica forma alla città.
Per mangiare, i locali più caratteristici si trovano nel centro storico: La Chiocciola, la Trattoria Roma, il Senza Fretta, il Ristorante Quattro Ciance, l’Oca Nera.
La provincia "granda" ha molte cittadine interessanti. Alba e le Langhe meriterebbero un viaggio a sè.
Altrimenti Cherasco, Bra con Pollenzo, Savigliano, Fossano e Mondovì meritano tutte almeno una visita di qualche ora.